Astolfo on the Moon

Ariosto, Orlando Furioso, 34.48-87.

Lo Dico, Storia dei Paladini, vol. IX, 208-211.

 

Sicilian puppet theater

From Viaggio di Astolfo sulla luna
Giovane Compagnia Figli D’Arte Cuticchio, diretto da Giacomo Cuticchio (Palermo):

Castellammare del Golfo (PA). August 2003.

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From Amore e follia di Orlando
Marionettistica dei Fratelli Napoli (Catania):

Palermo, Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino.
November 19, 2009.

 

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EPIC MAGGIO:

Marcello Sala, L’arme e gli amori, stanzas 113-117 (scene 12):

Astolfo al pubblico

113
Ecco qua: il senno d’Orlando (mostra la fiasca)
sulla luna ho ritrovato
Lassù sta immagazzinato
ciò che perso s’è nel mondo:

114
vidi là in grandi sacchi
dei dottori la sapienza,
dei maestri la pazienza,
la parola dei vigliacchi,

115
la misura dei sensali,
l’onestà dei funzionari,
il valor dei militari,
l’equità dei tribunali;

16
ed infine i senni persi
lì si trovano a quintali:
di quant’erano e di quali
con stupore io m’accorsi.

117
Ignari noi viviamo sulla terra,
timore coltivando oppur rispetto
per chi può scatenare atroce guerra,
per chi di nostra vita fa un oggetto;
sacro è per noi il poter che in pugno serra,
perciò non dubitiamo del suo intelletto,
ma che succederà quando la gente
s’accorgerà ch’è vuota la lor mente?

sala_astolfo_sulla_luna

 

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ARTISTIC REFLECTIONS

Christina McGrath (Ph.D. candidate, Columbia University Department of Italian):

Le lacrime e i sospiri degli amanti,
l’inutil tempo che si perde a giuoco,
e l’ozio lungo d’uomini ignoranti,
vani disegni che non han mai loco,
i vani desideri sono tanti,
che la più parte ingombran di quel loco:
ciò che in somma qua giù perdesti mai,
là su salendo ritrovar potrai (37.75).

“le lacrime e i sospiri degli amanti”:

“l’ozio lungo d’uomini ignoranti”:

“vani disegni che non han mai loco”:

 

 

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MUSICAL RENDITIONS

Lorenzo Jovanotti Cherubini:

34.72
Altri fiumi, altri laghi, altre campagne
sono là su, che non son qui tra noi;
altri piani, altre valli, altre montagne,
c’han le cittadi, hanno i castelli suoi,
con case de le quai mai le più magne
non vide il paladin prima né poi:
e vi sono ample e solitarie selve,
ove le ninfe ognor cacciano belve.

34.73
Non stette il duca a ricercar il tutto;
che là non era asceso a quello effetto.
Da l’apostolo santo fu condutto
in un vallon fra due montagne istretto,
ove mirabilmente era ridutto
ciò che si perde o per nostro diffetto,
o per colpa di tempo o di Fortuna:
ciò che si perde qui, là si raguna.

34.74
Non pur di regni o di ricchezze parlo,
in che la ruota instabile lavora;
ma di quel ch’in poter di tor, di darlo
non ha Fortuna, intender voglio ancora.
Molta fama è là su, che, come tarlo,
il tempo al lungo andar qua giù divora:
là su infiniti prieghi e voti stanno,
che da noi peccatori a Dio si fanno.

34.75
Le lacrime e i sospiri degli amanti,
l’inutil tempo che si perde a giuoco,
e l’ozio lungo d’uomini ignoranti,
vani disegni che non han mai loco,
i vani desideri sono tanti,
che la più parte ingombran di quel loco:
ciò che in somma qua giù perdesti mai,
là su salendo ritrovar potrai.